
Ci siamo. Domani si parte. Una vacanza ci voleva
da tempo, ed è da parecchio pure che ce la siamo
organizzata. La magia di quello che si può fare
mediante internet non mi è mai parsa più chiara
di quanto abbia visto durante l'organizzazione di
questo bel viaggetto all'estero nei mesi addietro.
Praticamente oggigiorno è tutto un videogioco,
anche prenotare gli albergi e i posti del teatro
all'estero. Per non parlare del biglietto aereo.
Ormai clicchiamo su ogni cosa che vogliamo
fare, e l'esperienza dell'accaparrarsi una poltrona
in galleria come pure una camera d'albergo
ha di per se già tanto di divertente, portandoci
dentro quella che è pura virtualità. Certo i soldi
che muoviamo con la carta di credito non lo sono
però per niente ed è proprio attorno a questo
paradosso che ci risvegliamo e focalizziamo bene
che tutto quello a cui abbiamo accesso tramite
lo schermo del computer si basa solo ed
esclusivamente sulla purissima umana fiducia.
Fiducia del fatto che sia tutto effettivamente vero.
A quattromila chilometri di distanza come potrei
del resto non fidarmi? Mi fido, certo, così come mi
fido oramai del circuito interbancario elettronico
che tanto timore mi incuteva soltanto sei anni fa...
Un mondo di fiducia quello che ci aspetta in futuro!
Beh, il senso della globalizzazione da cui siamo
stati risucchiati consiste nel fatto che un tempo
le "sòle" le beccavi esclusivamente a livello locale,
e ora invece ci scambiamo potenzialmente con
grande facilità fregature a livello planetario.
Ma forse il mio freddo improvviso realismo di fronte
a questo tema è squisitamente solo di facciata,
perchè in realtà in tutto questo io ci sto bene, al punto
tale che non vedo l'ora di verificare che funziona tutto
al meglio, questo nostro mondo a portata di clic, del
resto l'ultima volta che sono uscito dall'Italia mi recai
arcaicamente ad uno sportello delle agenzie di viaggi.
Ora invece è un turismo tutto da fare da se per se,
e da verificare pure in proprio; magari stiamo per
scoprire anche noi che il primo volo low cost non si
scorda mai...
Ps: la nostra destinazione è Praga. Buona Pasqua
a tutti! Noi la passeremo sulle orme di Kafka e Dubcek

La miglior campagna romana, foto precaria, certo, ma
è quella rappresentata da tutti i Gran Tour dell'ottocento,
tra Appia Antica e via Ardeatina.
Abbiamo svernato... O quasi!

Nemi, marzo 2008
Ne ho sentito parlare in un servizio del TG2, che io sono
solito snobbare, ed invece... Ed invece si scopre, parlando
di iniziative di solidarietà verso i nuovi poveri, che un
panettiere intraprendente di Roma ha iniziato a fare una
cosa che ha veramente un alto senso civico di fondo.
Sul bancone del suo forno, vicino alla cassa ha messo
un cestino con cui raccogliere soldi spicci, con sopra scritto:
"pane servito". Chi è napoletano d'origine forse sa bene che
nella città partenopea è sempre esistita l'usanza di lasciare
per mancia al barista l'equivalente del costo di un caffè,
o meglio, invece di pagarsi un caffè soltanto gli uomini
di cuore ne pagavano due: uno per se e l'altro "servito".
Servito per chi non aveva i soldi per pagarselo, ovvero
per una qualsiasi persona indigente che presentandosi
al bar non potendo pagarselo di tasca propria chiedeva
ai gestori se per caso là era stato lasciato un caffè servito.
Appunto come per il pane del filantropico forno di Roma,
dove sembra che sia possibile con una parte dei spicci
del proprio resto offrire un po' di "pane servito" a chi
non è più attrezzato economicamente per comprarselo
da solo. Un po' come anche la spesa solidale, altro
fenomenale modo per essere vicini alle persone
meno abbienti, forse già più conclamato dai media.
Insomma, di fronte ai tempi duri che si delineano
qualcosa da dire l'ingegno umano, ed il cuore,
lo hanno sempre...

Il cartello sul leggio del piano era perentorio e gentile:
"Gradiremmo ascoltare le sue doti musicali..."
Ed io sinceramente quelle là, o meglio i rimasugli
di qualcosa che appariva come una predisposizione
a muoversi più o meno disinvoltamente tra le dodici
note, li avevo tutt'altro che a portata di mano...
Ma quel piano a coda Kaway era una cosa che non potevo
disdegnar di provare. E solo una canzone mi passava
per la testa di fare. Che suona esattamente così:
"ma l'amore... l'amore mio non può...
disperdersi nel vento con le rose..."
Eccetera eccetera, proprio come Lina Termini la cantava
ai microfoni dell'Eiar nel lontano millenovecentoquarantatrè.
Beh, uno poi ci prova... Avrò pure reso la melodia
un po' poco fluida e incerta, ma comunque qualcosa di
ascoltabile e di dolce per la mia Swan devo averlo suonato!
Almeno a giudicare dai gentili e garbati complimenti
della cameriera e dai sorrisi delle signore anziane...
Devo ricominciare a studiare un po' il piano, mi sa...

Angolo Via Fani- Via Stresa, Roma, marzo 2008
Qualche giorno fa su Repubblica.it questo articolo di
Giuseppe D'Avanzo parlava di questo luogo qua sopra:
http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/memoria-moro/memoria-moro/memoria-moro.html
Cosa facevo il sedici marzo del settantotto?
Lo ricordo bene, ero alle elementari.
Le maestre parlavano terrorizzate di quello
che stava dicendo la radio e che aveva dell'assurdo.
E lo stesso fecero le mamme all'uscita della scuola.
Ricordo che si maledivano i "capelloni", le droghe,
i fricchettoni, io non sapevo bene chi fosse Moro
ma quel nome e quel volto li conoscevo grazie alla tv.
Ultimamente ci passo spesso in quell'incrocio
dove Paolo Fraiese produsse una delle dirette
televisive più drammatiche della storia della televisione.
Per me l'angolo Via Stresa-Via Fani è diventato
un luogo dove quasi quotidianamente mi ritrovo
ad avere sempre lo stesso pensiero. Un luogo della
memoria molto sentito. Non so perchè, e mi si perdoni
se risulta un paragone azzardato, mi ricorda sempre
Abbey Road Crossing, dove chi ci passa non può non
pensare a questa foto qua... La sostanza è ahimè ben
diversa, ma il condizionamento dei meccanismi della
memoria sicuramente e fottutamente analogo.
Avevo sentito parlare di questo posto chiamato
"La Locanda dei Girasoli" un po' di tempo fa.
Un ristorante sicuramente speciale e originale,
a cominciare dalle persone che vi lavorano.
Non sono mai riuscito ad andarci, ma come la
montagna e Maometto mi è capitato di dover
lavorare per questo servizio televisivo (girato
per la rubrica "Periferie" di Rainews24). Certo,
il teleschermo non renderà mai l'idea di quello
che il posto è in realtà, ma sono convinto che
la curiosità di andarci si rafforza parecchio.

Lago Albano, marzo 2008
Le acque
in cui ci bagnano
sono ampie.
E la fatica
del muoversi
non è diversa
dagli affanni
del galleggiare.
Ogni vera quiete
dimora negli occhi.
Fu lo scorso autunno che lo conoscemmo nel
suo atelier di Orvieto e rimanemmo affabulati
da quanto di artistico egli proponesse, sia per
i suoi originalissimi e visionari quadri che per
tutto cio che postulava con fare teatrale,
a metà tra l'ontologico ed il burlonesco.
Avevamo la telecamera appresso e ne naque
questo video qua. Del Verdirosi-pensiero c'è
una squisita traccia anche su youtube: http://www.youtube.com/user/umbertoverdirosi
Del suo amore per Osho, del suo passato di
attore professionista (la Commedia dell'Arte
appare eloquentemente impressa nel suo DNA)
e del suo andare controcorrente rispetto alle
tendenze e alle mode collettive ne potrebbe
parlare benissimo con la maschera da guitto
calcando le tavole di un palcoscenico. Ma
Verdirosi preferisce farlo con i suoi quadri,
e mediante i suoi coloratissimi libri. E gli riesce
molto bene, confermando quello che è:
un originalissimo "pitt-att-ore"...
"Perchè non condividere un po' di pensiero, di quello genuino, puro e magari anche un po' personale, rischiando certo a volte d'essere pure banale, ma magari anche di intendersi, conoscersi meglio per poi ripartire..." Tutte le foto inserite in questo blog, salvo laddove diversamente specificato, sono prodotte da Dug o attraverso manipolazione di suo originale materiale fotografico. Pertanto un loro utilizzo diverso è possibile solo attraverso una opportuna autorizzazione. Questo blog inoltre non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può assolutamente considerarsi un "prodotto editoriale" ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 Have fun!