

E' bastato acquisire al computer le primissime
immagini del viaggio per ricreare l'atmosfera
che solo una settimana fa ci lasciavamo sotto
le nuvole che ci riconducevano a Roma.
Ne ho fatto un piccolo video di un minuto e
mezzo, così, per iniziare a riordinare i ricordi
le immagini vissute in dieci giorni di viaggio...

Praga, marzo 2008
Tornare è facile, più che partire.
Tornare è prendere la metro, poi un autobus che ti porta
all'aeroporto ed infine un aviogetto dove hai un posto
prenotato. Tornare tutto sommato è inevitabile, e proprio
non puoi esimerti dal perfezionare i tuoi giorni di vacanza
senza comprare regali per i tuoi cari e scegliere cartoline,
ma nel farlo recuperi inevitabilmente anche tutti i pensieri
delle cose che ti aspettano a casa prima ancora di esserci tornato...
Ma come gestire tutto ciò che hai visto, che hai appena
vissuto, che senti ancora a fiordipelle, sensazioni intense
e fresche che desireresti non ti lasciassero mai, ora che
le hai incontrate e conosciute, e le senti più di ogni
altra cosa, e che non sembrano farsi da parte nella mente
come invece accade alla materialità dei fatti quando ti vedono
tornare un po' intontito con le tue valigie in mano a casa...
Tutta l'umanità incontrata, vista e conosciuta, avidamente
raccolta e cercata di riassumere con foto e con il video,
tutte le parole incomprensibili che ti sono passate nelle
orecchie e davanti gli occhi, che fino a poche ore fa ti
raccontavano di una vita poco vicina alla tua, ma comunque
in qualche modo affine, di un ignoto sistema esistenziale
altrui del quale hai cercato di carpirne i segreti, ma che ora
è solo un eco che speri tanto di non perdere mai, assieme
a tutta la magia dei giorni passati in quei luoghi, con quelle
persone, e alle magie del viaggio appena finito, col
cuore trafitto solo dal desiderio di partire di nuovo,
e al più presto...

Ci siamo. Domani si parte. Una vacanza ci voleva
da tempo, ed è da parecchio pure che ce la siamo
organizzata. La magia di quello che si può fare
mediante internet non mi è mai parsa più chiara
di quanto abbia visto durante l'organizzazione di
questo bel viaggetto all'estero nei mesi addietro.
Praticamente oggigiorno è tutto un videogioco,
anche prenotare gli albergi e i posti del teatro
all'estero. Per non parlare del biglietto aereo.
Ormai clicchiamo su ogni cosa che vogliamo
fare, e l'esperienza dell'accaparrarsi una poltrona
in galleria come pure una camera d'albergo
ha di per se già tanto di divertente, portandoci
dentro quella che è pura virtualità. Certo i soldi
che muoviamo con la carta di credito non lo sono
però per niente ed è proprio attorno a questo
paradosso che ci risvegliamo e focalizziamo bene
che tutto quello a cui abbiamo accesso tramite
lo schermo del computer si basa solo ed
esclusivamente sulla purissima umana fiducia.
Fiducia del fatto che sia tutto effettivamente vero.
A quattromila chilometri di distanza come potrei
del resto non fidarmi? Mi fido, certo, così come mi
fido oramai del circuito interbancario elettronico
che tanto timore mi incuteva soltanto sei anni fa...
Un mondo di fiducia quello che ci aspetta in futuro!
Beh, il senso della globalizzazione da cui siamo
stati risucchiati consiste nel fatto che un tempo
le "sòle" le beccavi esclusivamente a livello locale,
e ora invece ci scambiamo potenzialmente con
grande facilità fregature a livello planetario.
Ma forse il mio freddo improvviso realismo di fronte
a questo tema è squisitamente solo di facciata,
perchè in realtà in tutto questo io ci sto bene, al punto
tale che non vedo l'ora di verificare che funziona tutto
al meglio, questo nostro mondo a portata di clic, del
resto l'ultima volta che sono uscito dall'Italia mi recai
arcaicamente ad uno sportello delle agenzie di viaggi.
Ora invece è un turismo tutto da fare da se per se,
e da verificare pure in proprio; magari stiamo per
scoprire anche noi che il primo volo low cost non si
scorda mai...
Ps: la nostra destinazione è Praga. Buona Pasqua
a tutti! Noi la passeremo sulle orme di Kafka e Dubcek

Il cartello sul leggio del piano era perentorio e gentile:
"Gradiremmo ascoltare le sue doti musicali..."
Ed io sinceramente quelle là, o meglio i rimasugli
di qualcosa che appariva come una predisposizione
a muoversi più o meno disinvoltamente tra le dodici
note, li avevo tutt'altro che a portata di mano...
Ma quel piano a coda Kaway era una cosa che non potevo
disdegnar di provare. E solo una canzone mi passava
per la testa di fare. Che suona esattamente così:
"ma l'amore... l'amore mio non può...
disperdersi nel vento con le rose..."
Eccetera eccetera, proprio come Lina Termini la cantava
ai microfoni dell'Eiar nel lontano millenovecentoquarantatrè.
Beh, uno poi ci prova... Avrò pure reso la melodia
un po' poco fluida e incerta, ma comunque qualcosa di
ascoltabile e di dolce per la mia Swan devo averlo suonato!
Almeno a giudicare dai gentili e garbati complimenti
della cameriera e dai sorrisi delle signore anziane...
Devo ricominciare a studiare un po' il piano, mi sa...




La locandina del Film "Across the Universe", Sony Pictures
Ebbene si... l'ho visto. Non potevo non vederlo!
Il musical dedicato ai Beatles ed al loro tempo.
E ne sono uscito stordito e condizionato dalla
sua bellezza, stravolto e commosso per la sua
poesia. Ma soprattutto contento: un bel film
sa farti felice, specie se tutta la materia necessaria
a realizzarlo è qualcosa di vicino a te che sembra
di muoverti dentro i tuoi pensieri e i tuoi ricordi.
La storia di Jude e Lucy è molto gradevole e
toccante, i personaggi di Jojo e Sadie sono
deliziosi e rappresentativi di tutta l'epoca nel
quale in film galleggia... La psichedelia e la
visionarietà in certi momenti sono le stesse
di "Sgt Pepper" e "Magical Mistery Tour", non
senza tralasciare la poesia del White Album
e del Let it Be... Tutta l'esperienza dei beatles
è sublimata. Ogni nostro ricordo e tutto
l'immaginario che ci siamo costruiti attorno
ai Fab Four sono delicatamente portati in cielo
e trascesi al pari livello della mitologia antica...
Anche i dialoghi sono brandelli di soundtrack
non ripescate e citazioni di vicende narrate dalle
liriche stesse. I personaggi sono molti di quelli
che abbiamo cantato per anni. Certo però che
molti inevitabilmente ne sono rimasti fuori.
Mi chiedevo ad esempio dov'era finito il Nowhere
Man, ma forse essendo già protagonista di un
bel film come "Yellow Submarine" giustamente
non è stato convocato... Gli arrangiamenti musicali,
manco a dirlo, sono paurosamente belli ed attuali.
Eccezionale la partecipazione di Bono Vox nei panni
del "Doctor Robert" che canta in completa ispirazione
psichedelica "I'm the Walrus" in modo memorabile.
Attraverso questa opera musical-cinematografica
sembra che il tempo diventi circolare, le vicende
di personaggi e archetipi di un epoca diventano
definitivamente eterni, e si ha veramente la
sensazione di viaggiare "Across the Universe".
La sequenza di Strawberry Field Forever", a mio
modesto avviso, è da storia del cinema. Bellezza
estetica, perizia negli effetti speciali, perfetta tara
della drammaturgia e azzeccatissima riedizione
degli arrangiamenti... Il tutto su vicende e temi
futtutamente e maledettamente attuali ancora oggi,
come l'insolente attività bellica degli americani
spesa silenziosamente sulla pelle di tanti poveri giovani.
Li... durante la proiezione, proprio... i lacrimoni!
Attraverso l'universo di questo film il messaggio
che rimane è che "all you need is love"...
esattamente come predicava John Lennon.
Quando avevo vent'anni era lui lo scarafaggio
che preferivo e forse mi somigliava un po di più...
Ed assieme al mio amico Giampiero sul tetto
dell'edificio facemmo il verso al mitico concerto
"Let it Be" ottimamente riproposto da questo film ...
"Perchè non condividere un po' di pensiero, di quello genuino, puro e magari anche un po' personale, rischiando certo a volte d'essere pure banale, ma magari anche di intendersi, conoscersi meglio per poi ripartire..." Tutte le foto inserite in questo blog, salvo laddove diversamente specificato, sono prodotte da Dug o attraverso manipolazione di suo originale materiale fotografico. Pertanto un loro utilizzo diverso è possibile solo attraverso una opportuna autorizzazione. Questo blog inoltre non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può assolutamente considerarsi un "prodotto editoriale" ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 Have fun!